Inserito da: bellitalia | 20 Aprile 2008

Racconto di un Viaggio in America Latina

Ci è stato segnalato un racconti di viaggio realizzato da Luca Tatu, risalente a Maggio 2005, questo racconto è di un viaggio in America Latina, successivamente pubblicheremo anche un secondo racconto sempre di Luca Tatu di un suo viaggio in Ecuador.

Impressioni di un viaggio in America Latina.
Il tempo e la mentalità. Il tempo come durata del viaggio ed il tempo come momento giusto. La predisposizione come osservare le cose con gli occhi di un altro. Una meta solo orientativa.
Non risparmiare tempo, il tempo è importante. E inutile riservarsi alcuni giorni di vacanza per lItalia. Il tempo è importante. Pensa alla gente che non incontrerai. Ai posti che non vedrai. E soprattutto ad una cultura che non conoscerai.
Hai visto paesi bellissimi ma non li hai apprezzati perché non li hai conosciuti.
E come per le persone, a volte paiono sgradevoli ma è solo perché non sai chi sono. Anche per questo ci vuole tempo. Se non hai il tempo per osservare un paese non lo puoi comprendere. Per questo il tempo dedicato al viaggio è direttamente proporzionale allesperienza che dal viaggio riceverai. Come diceva Rolf Potts, cercare in un breve viaggio di trovare antiche tradizioni od un diverso stile di vita è come guardarsi allo specchio per vedere la nostra espressione mentre non ci guardiamo allo specchio. Così, come chi girando disperatamente la testa o movendo rapidamente gli occhi non riesce comunque a cogliere lo specchio di sorpresa, nessuna vacanza di una settimana o dieci giorni potrà distogliere dalla vita che si conduce a casa propria. Un viaggio di pochi giorni è solo un breve sfogo, unaccessorio che andiamo ad aggiungere alle nostra vita come un vestito in più o qualsiasi altra cosa.
Ecco perché altri paesi non ti hanno insegnato molto, perché hai sbagliato il tempo. A volte si prediligono lunghi itinerari per vedere molto senza accorgersi che non si sta vedendo niente. Un percorso più breve, che ti avesse consentito di fermarti a parlare con qualcuno, un Maya del Chichè od un bancario di Guatemala City, ti sarebbe stato più utile a conoscere, attraverso un sorriso od una cattiva parola, molto di più di quello hai appreso macinando migliaia di chilometri.
Diversamente da un breve viaggio dove hai poco tempo di interagire con chi ti circonda, il viaggio lungo è senza fretta, ruota incontro alla gente che incontri e latteggiamento che hai in tali circostanze può accrescere o distruggere tutta la tua esperienza. Perché noi vediamo quello che siamo.
Questo è il motivo per cui devi continuare a viaggiare verso quella meta. Hai la possibilità, attraverso una lingua accessibile, di parlare con la gente che ci vive. Ma non fossilizzarti con questa, a volte è bello non confrontarsi sempre su argomenti simili alla diversità culturale. Approfitta anche dellaltra gente che viaggia; è più simile a te e condivide con te le stesse passioni, come la strada che state percorrendo, gli itinerari che state affrontando e, forse, sarà ancor più facile fare amicizia.
Sono gli altri viaggiatori: americani, inglesi, israeliani ed australiani. Facci caso, gente che parte sola o al massimo in due, poi li trovi spesso in gruppi. Sono alti, biondi e parlano inglese. Sono gli stranieri per i ragazzi sudamericani. Gli italiani, sono solo italiani.
In ogni caso, siano locali che viaggiatori, laspetto più incredibile degli incontri con persone di paesi lontani è il modo in cui questi rapporti finiscono per insegnarti qualcosa sul tuo modo di intendere le cose, che è influenzato dalla società in cui siamo cresciuti. Quante volte ti sei accorto di essere tanto provinciale, tu che hai sempre creduto di essere al centro del mondo. E il modo giusto di rendersi conto che giudicando altri popoli secondo i nostri valori, perdiamo loccasione di vedere il mondo attraverso i loro occhi. E un esperienza da poco??? E se allinizio molte cose del modo di fare di quella gente può dare fastidio, pian piano le stesse cose diventano una meravigliosa alternativa. Naturalmente purchè ci sia il tempo e la voglia di comprenderle, altrimenti si rischia di tornare a casa con la convinzione di quando si è partiti, e cioè che il nostro paese è il migliore del mondo. Non solo il tempo è importante, dunque, ma la predisposizione ad osservare gli altri, perché si vede sempre ed ancora quello che si è.
Allora vai, con il tempo e con la mentalità giusta, vai, così allavventura, senza informarti troppo, per non perderti il bello dellavventura. Leggi una guida, guarda qualcosaltro, ma non esagerare, lavventura stà proprio li, infatti. E non è vero che non esistono più i viaggi avventurosi. Che la vera avventura era quella che vivevano una volta gli esploratori in paesi sconosciuti. Se così fosse, ora che qualsiasi angolo del pianeta è stato visitato, non ci sarebbe più spazio per lavventura. Ma lavventura esiste, ancora, solo che non si trova in unagenzia di viaggio che ti vende sport estremi come il rafting, canyoning o lalpinismo.
Perché lavventura non è una cosa che si possa comprare. Lavventura la si porta dentro. Lavventura è partire senza sapere dove si va o che cosa si troverà. E unincognita nel nostro destino, sulle persone che incontreremo. Non è unesperienza fisica, ma psicologica.
E più avventuroso un fine settimana in uno sperduto pueblo delle ande peruviane tra i Quetchua che non conoscono una parola di italiano o un fine settimana di rafting a 200 dollari con pranzo e cena inclusi?
Allora, se esiste una ricetta dellavventura, questa è quella di recarsi alla stazione senza una destinazione in programma e saltare sul primo treno che passa. E quando ti troverai su quel treno che ti porta a Macchu Picchu e che si ferma in decine di villaggi pidocchiosi, non riflettere troppo su come sarà passare le notte in quel villaggio quetchua. Scendi, prova lavventura. Potrai riprendere il treno il giorno seguente.
Vivere le cose più strane, anche piccolissimi episodi, è parte dellavventura. Come quando, ospite di amici, in una casa di Quito, ti rendi conto della normalità di bollire lacqua in un tegame e berla quando si raffredda. Non è insignificante, è solo loccasione di vedere come possa essere facile dissetarsi senza spendere, portare pesanti buste dal supermercato e sporcare il mondo con le tue scemenze.
Avventura è alzarti nel cuore della notte per bere, e dissetarsi direttamente dal tegame dove ha bollito quellacqua e rendersi conto che è ancora calda. Avevi mai sentito il disgusto che si prova nel bere acqua calda?
Avevi mai pensato che potesse conservarsi il latte fuori dal frigorifero, in un tegame sulla cucina? Che strano, non si guasta! Si perchè a Quito la temperatura è sempre costante tutto lanno e nelle case non hanno riscaldamenti. A Quito e nei paesi sullecuatore il latte non si guasta.
Mangia ciò che loro mangiano, e vivi con pochi soldi, come loro vivono. Vedi se è il danaro che rende presuntuosi. Guarda se è la ricchezza che porta il potere. Verificalo notando i viaggiatori occidentali ed i loro atteggiamenti di superiorità verso la gente dei paesi in via di sviluppo. Ed i nostri atteggiamenti. Come se le persone più povere non fossero alla nostra altezza. Così fai attenzione allatteggiamento delle persone che hai incontrato sulle Ande e chiediti da dove proviene la loro gentilezza, il loro rispetto e la loro umiltà. Poi ascolta gli amici che sono stati a Cuba o a Santo Domingo, quelli che ti hanno riferito che i Cubani o i dominicani sono gente gentilissima e cordiale. Ecco, ascoltali e poi dimentica ciò che ti hanno detto, tu che puoi pensare con la tua testa, tu che sai veramente come stanno le cose. Possibile che si possa essere così ciechi? Possibile che non ci si accorga di chi ti si avvicina per venderti qualcosa e non ci avveda dellinteresse che a volte spinge una persona a comportarsi da amica? Certo, anche in chi ti vende qualcosa cè tanto di buono. Anche da un rapporto interessato può nascere unamicizia speciale ed a volte può essere loccasione di incontrarsi. Ma dove ci sono molti come te è difficile trovarti speciale. Sei solo uno come tanti e le persone che cerchi di conoscere non sono interessate a te ed a conoscerti, perché ti hanno già conosciuto mille volte.
Questo ti insegna che la spontaneità di quella gente è data dalla curiosità che provano per una persona nuova, che raramente vedono nelle loro città, nei loro villaggi. E così la loro umiltà è forse data dalla loro paura. Si ha sempre paura di chi non si conosce. Tutto questo ti insegna che se vuoi trovare un amicizia sincera in un viaggio devi viaggiare dove viaggiano in pochi.
Per questo lEcuatore è il posto giusto. Non solo gente cordiale ma natura meravigliosa. Non potrebbe essere diversamente per un paese andino. Il mare, la sierra e la selva. Tre cose tanto diverse e cosi lontane.
Il Chimborazo è vulcano più lontano dal centro della terra ed il Cotopaxi il vulcano attivo più alto del mondo. Per Cotopaxi, passa da Latacunga e dopo aver dormito allAmazonas ed aver visitato il mercato di Saquisili, la scalata non dovrebbe essere impossibile.
Il Tungurahua è conosciuto perché aspetta il tuo arrivo per festeggiarti. E una meraviglia vedere un vulcano in eruzione, così come è emozionante sentirne il rumore nel silenzio della notte. Banos è stupore, è primavera, è turisti giovani e discoteche, è cascate, è terme, è Pina Colada. Da Banos si può affrontare la discesa verso Rioverde in Bike e fermarsi al Paillon du Diablo, poi proseguire tra strade sterrate, conoscere compagni di viaggio e ritornare in camion dopo aver caricato le biciclette. Scattare una foto tra due pappagalli con dietro il vulcano che fuma.
Sempre da Banos il rafting sul Rio Pastaza è un terzo-quarto grado, ma la guida di Geoturs è troppo preparata perché si possano provare dei brividi.
I percorsi tradizionali passano tutti per Riobamba. Da Riobamba parte, infatti, il treno per Alausì. E un treno speciale dove si viaggia sul tetto, o meglio i turisti viaggiano sopra, mentre i locali non ne voglio sapere di quelle cosa sceme da yanquis. Arrivato ad Alausì, il treno si ferma per poi ripartire per la Nariz du Diablo, tra paesaggi andini spettacolari e precipizi mozzafiato. Dopodiché ritorna nel piccolo paese.
Da Alausì la maggior parte dei turisti sceglie di proseguire per Cuenca. Patrimonio mondiale dellumanità, Cuenca è un susseguirsi di bei palazzi ed antichissime chiese. Meglio non capitarci di domenica, perché di domenica la gente a Cuenca non esce e la città è deserta.
Per la selva è meglio avere a disposizione non meno di quattro giorni. Raggiungere Puno o Tena è un pò lungo e non si è che allinizio della foresta. Per la selva selvaggia è meglio allontanarsi ancora per qualche giorno, in carro o in canoa a motore. Da Tena è comunque possibile fare un bel rafting sul rio Napo Superiore, contattando Nancy, la Princesa Amazonica della Rios Ecuador. In alcuni periodi dellanno è possibile anche percorrere il più vivace Rio Mishualli, con possibilità di pernottare sul bordo del fiume.
Se cerchi la tribu selvaggia, mettiti in contatto con le più importanti agenzie di Quito. Si tratta però di escursioni molto costose e probabilmente resterai deluso. Si dice che non siano poi così incontaminate queste tribù. Daltronde se lo fossero non ospiterebbero i turisti presso le loro capanne.
Ci sono anche diverse possibilità molto più economiche ed individuali. Si tratta di famiglie che vivono nel loro appezzamento di terra raggiungibile con un passaggio in auto tra piante di platani e banane. Spesso, questi signori ospitano direttamente nella loro casa e si può passare con loro qualche giorno. In tal caso sarebbe meglio ricordare di avere tatto e che a queste famiglie fa spesso comodo il danaro che le si può dare.
Allora, sarebbe meglio non fare come i viaggiatori alternativi. Persone che viaggiano con pochissimi soldi, e che risparmiano fino allossesso per fermarsi un mese in più nel paese che vanno a visitare. Alternativi, perché si vestono apparentemente trasandati, e perché non vogliono essere schiavi della cultura dominante. Odiano i turisti, che viaggiano in modo stupido spendendo tanti soldi e senza capire la cultura locale. Spesso, però queste persone non si rendono conto che le loro pressanti domande a persone portatrici di grandi tradizioni, alla ricerca del segreto della conservazione di una cultura millenaria, o comunque alla ricerca solo di una profonda conoscenza, può dare fastidio a quelle stesse persone.
Chi lavora con il turista tutti i santi giorni non ha voglia di rispondere sempre alle stesse stupide domande. Di sicuro apprezzerebbe di più chiacchierare del tuo paese, perché no, magari della squadra del cuore o di qualsiasi altra cosa.
La verità è che queste persone, forse perché accecate dalla ricerca di un modello di vita indipendente, non riescono a capire che ormai, anche nel più remoto dei villaggi, la gente si prepara allarrivo del turista, magari togliendosi i jeans e mettendosi il costume. Non riescono a comprendere che a queste persone, forse, farebbe più piacere qualche domanda in meno e qualche acquisto in più.
Paradossalmente, questi alternativi, cercando in tutti i modi di differenziarsi dal turista, gli si avvicinano irrimediabilmente. Così come il turista non si accorge di questa pantomima poiché per mancanza di tempo resta ignorante, il viaggiatore alternativo, nel tentativo riscoprire i propri legami con il passato e ricercare lappartenenza a qualche cultura più tradizionale, allo stesso modo diviene cieco, perdendo loccasione di vedere il mondo con gli occhi degli altri.
La verità è che il miglior modo, quando si viaggia, di avere rapporti personali autentici è imparare a vedere gli altri come persone semplici e non come gli ultimi selvaggi esistenti sulla terra. Anche perché questi selvaggi non esistono quasi, se non per chi li vuole vedere.
Allora, lesperienza ti insegna che si impara molto di più da un avvocato di Lima che da una guida della selva amazzonica. Questultima farà e dirà quello che tu ti aspetti che faccia e dica un buon selvaggio, ed inoltre, avendo a che fare ogni giorno con turisti diversi, forse conoscerà molto più lui dellEuropa di quello che non conosci tu. Viceversa, un avvocato a Quito, probabilmente non avrà mai conosciuto un italiano e sarà mosso dalla curiosità di sapere mille cose sul tuo paese, compresa la professione. Quello, sarà uno scambio alla pari.
Oltre la selva e la sierra lEcuador è anche playas. Atacames se ti piace ballare. Montanita se vuoi mischiarti agli Yippy. Ma se ti accontenti vivere per alcuni giorni in un villaggio di pescatori, allora il punto giusto è Puerto Lopez, passando per Manta. Puoi iniziare la mattina con una bella colazione e poi subito correre alla spiaggia per aspettare larrivo dei pescatori. Che bello vederli pulire il pesce sulla spiaggia; il cielo si riempie di fregate e di altri uccelli che cercano di afferrare gli scarti. Poi, se vuoi, poi nuotare nel pacifico e metterti a rincorrere i granchi sulla spiaggia, passeggiare sulle strade sterrate di questo villaggio, sederti a veder la gente che passa sul lungomare, giocare con i bambini e parlare con gli anziani. Puoi anche visitare il Parco di Machalilla con una barca e vedere le balene che saltano e poi nuotare tra i pesci multicolori. Od anche affittare un mototopo e raggiungere Los Frailes, con le sue magnifiche spiagge oceaniche, dove ti potrai stancare tra le onde per poi concludere, sfinito, la giornata al Restaurant Carmita.
Il viaggio finisce sempre dove lo si è iniziati. E lEcuatore inizia a Quito, patrimonio mondiale dellumanità e culla di ogni sogno. Meta di ogni partenza per il paese. Qualunque località dellEcuatore potrebbe essere raggiunta dalla capitale in meno di un giorno.
Santo Domingo, sulla costa, è famoso per gli indios Tshacila ma a anche per i suoi fiumi come il Toachi dove Yacu Amu ti porta a fare un rafting meraviglioso.
Otavalo è solo un mercato.
Ma di Quito ti innamorerai, adagiata tra le nubi e le ande.
Non è il centro coloniale, i muri, non portano emozioni così grandi. Sono le persone che ti prendono e ti rapiscono e quando tornerai sarai per sempre a Quito.
Quito ti ospita tra le sue mura prima ancora che tu la abbia conosciuta e tu ti chiedi come possa fidarsi di te. Nessuno mai prima dora era stato così ingenuo. Che voglia vendersi??? Che voglia approfittarsi di te??? Ma perché dobbiamo sempre essere sospettosi?? Forse Quito insegna anche questo, che esistono ancora nel mondo sentimenti così autentici. Che si è aperti a conoscere nuovi orizzonti, senza riserve, dando ancor prima di ricevere.
Ricardo Arcona fa un concerto a Quito e la gente lo acclama e tu non puoi fare a meno di innamorarti delle sue canzoni e cantare con la gente.
Juanes canta A Dios le pido, e ti accompagna tra la parte moderna di Quito: il Papaia Net, con i computer per scrivere agli amici ed i viaggiatori tutti riuniti, le discoteche dove si balla Nina Bonita e Caraluna. Alla fine, la conosci Quito e potrai dedicarle una canzone in uno dei tanti Karaoche: si no te hubiera ido o que pides tu di Alex Ubago, non cè che limbarazzo della scelta.
Ed alla fine di tutto il tuo esplorare, ritornerai dove sei partito e sarà come conoscere il luogo per la prima volta. Sarà riscoprire tutte le cose che ti sono mancate quando eri nellEcuatore: la ragazza, le docce calde, i film, la moto, la famiglia e tutte le altre piccole certezze della nostra vita.
Ma dopo aver riscoperto per qualche giorno il luogo dove hai sempre vissuto, comincerai a sentire una strana nostalgia . per quello che hai appena passato.
E inutile cercare laiuto dei vecchi amici, non sapranno capirti. E inutile cercare di far rivivere le emozioni passate parlandone con loro, non sapranno di cosa parli.
Allora, lunico modo di continuare il viaggio sarà restare in contatto con gli amici che con te hanno condiviso quelle grandi emozioni, cercare nei siti internet le notizie di quel piccolo paese che prima non era che solo un nome in una grande mappa. I tuoi viaggi ti risveglieranno in altre parti del mondo è risveglieranno altre parti del mondo dentro di te. Le esperienze e le osservazioni di quando eri sulla strada, che sembravano non avere senso, acquisteranno un significato quando sarai di nuovo nella tua comunità. Un paio di scarpe nuove non avranno più la stessa importanza ed è un progresso importante, un modo bello di vivere, fai in modo di non dimenticarlo troppo presto.
Attraverso tutto questo, riusciremo a continuare il nostro viaggio e ci accorgeremo che non è ancora finito, giusto in tempo per iniziare il prossimo e pedir a Dios de regresar a Quito.
Ma quando non ci si vuole arrendere, ritornare a Quito non è il solo modo per continuare il viaggio. Cè anche la possibilità che il risveglio sia difficile ed il sogno continui. Allora può essere il luogo giusto. Sarà solo una settimana ma una settimana che durerà una vita.
Allarrivo è difficile trovare la città, si devessere allontanata, al suo posto non cè più, non cè più nessuno. Poi eccola, non tanto distante, solo basta cercarla. Anche il Roger Lluria non si fa trovare tanto presto, è un po lontano, prima il metrò poi camminare.
La città è molto fredda. Per fortuna però Roger è molto bello; meglio approfittarne e farsi un bagno caldo, ed ecco che esce il sole e ti accorgi che non cera freddezza ma solo timidezza.
Allora, passeggia sotto il sole, mentre la città non parla quasi mai, solo ti ascolta; passeggia senza meta, fermati solo per vedere i mimi che inventano i giochi più strani, piccoli cinema allaperto. Anche qualche casa moderna, di quel grande architetto così conosciuto da queste parti. E bello trovarle per caso. I centri commerciali che caldo dentro. Poi ti perdi e ritrovi la strada.
Se hai freddo entra in uno dei tanti bar dove preparano la cioccolata o chiedi aiuto a Corte Ingles. Ma stanca tanto vedere le città dinverno. Allora una doccia calda e poi vedere la tv, italiana o straniera? E nella notte la città ti abbraccia, ti stringe nel suo buio ed è così dolce.
Ogni mattina è bello svegliarsi ed uscire, con calma, non cè fretta. Il Vell è pieno di gente, la teleferica è un miraggio, ma quando si arriva è sempre troppo tardi. Però il mare è sempre lì, romantico, che sembra il tuo, e dallaltra parte cè proprio il tuo. Guardi lorizzonte è vedi il futuro. Poi scatti qualche foto, ritorni per la cena, ti riposi. Ritrovare Roger sarà sempre una piacevole impresa e motivo di battute e risate.
Lultima notte cè la sfilata con tantissima gente e la tv che riprende, tante caramelle ed un gran dolore alle gambe. Finalmente riesci a provare il piatto tipico che avevi cercato fin dal primo giorno. Però è un piatto amaro. Il contorno è malato. Ti spaventi, ti viene da piangere, lo immaginavi. Lo sapevi, cera qualcosa sotto. Ma questo conoscere meglio la città, il non fermarsi ai buoni piatti, ma sapere di quelli molto cattivi, te la fa amare, questa città. Ha bisogno di te e tu sei li per questo, anche se partirai. In ogni caso lei sarà sempre li, ad aspettarti chissà per quanto e se ci ritornerai.
Lultima notte è sempre la più brutta, non sapevi che si potesse soffrire tanto per laddio ad una città, ad un viaggio. Sapevi si soffrisse così per una partenza. Non sapevi potesse durare tanto una notte. La musica di Ubago suona, le cuffie son posate sul letto per sentir bassa la musica, ma la musica è triste Non devi ascoltarla, non è conveniente. Però lo sai, la musica è la colonna sonora di un viaggio ed un viaggio senza musica è una pellicola senza colonna sonora.
Avevi sempre visto le partenze alla stazione. Hai sempre impressa quellimmagine di un soldato che parte per la leva e la ragazza che piange, per te è sempre stata quella limmagine degli addii. Un ragazzo ed una ragazza che si salutano, chissà quando si rivedranno. Ed adesso vedi la stazione e la sua gente che passa, ma forse non li vedi. Vedi la colazione, la più amara della tua vita, ma non la mangi. Un caffelatte ed un pezzo di pane. Una bottiglietta dacqua.
Vedi la gente che parte, che si saluta. Vedi il ragazzo della leva, ma è la ragazza a partire.
La città è deserta, percorrerla a piedi, la musica classica nel metro e quella di Ubago nella tua testa.
Questo sarà veramente laddio a questo viaggio che credevi fosse finito a settembre ma che è seguito sino a gennaio.
Qualche foto al quarto ed alla stanza del desajuno e si va.
Jo solo quiero hacerte saber amiga que donde estes. que si te falta laliento jo te lo darè Si te sientes sola hablameque te estare eschuchando aunque no te pueda veer, aunque no te pueda veer.

Luca Tatu


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