Posted by: bellitalia | 3 Luglio 2008

La Vacanza in Toscana di Elle

Dopo un paio di settimane d’attesa,finalmente,ieri pomeriggio il computer fisso di casa ha fatto ritorno nella sua sede attuale,il “malanno” che lo aveva colpito è stato un bel colpo,non di frusta,ma al processore,che fulminato è stato prontamente (o quasi) sostituito.

Controllo,appena acceso lo schermo,che i documenti (soprattutto
le foto delle vacanze) non siano andati perduti,e come predetto
dal tecnico,la memoria in questo caso ha veramente conservato
tutti i suoi dati…meno male!

In serata mi siedo davanti al pc,attendo di visualizzare la pagina del mio blog e…. ORRORE! E’ tutto giallo canarino,come ho fatto a non accorgermene? Il giallo che mi dava lo schermo del portatile era più tenue,decido di cambiare con colori più soft,quelli che vedete adesso e che ritengo possano stancare meno la vista.

Soddisfatta del risultato,penso al da farsi,e mi viene in mente
che al ritorno dalle ferie (3 o 4 articoli sotto) mi ero messa a
scrivere un post che descriveva attraverso le foto e i racconti,
i giorni lieti trascorsi in Toscana, e che per ben due volte sono
riuscita a far sparire…eppure,alcune di quelle immagini proprio
le voglio pubblicare,e così correndo il rischio di ripetermi col
discorso vacanze,eccomi qua a proporvi quei dettagli che nel
magnifico paesaggio toscano hanno arricchito dei momenti gia
belli di loro.

Non immagini di paesaggi mozzafiato,ma piccoli particolari e proprio perchè inattesi,inaspettati,ci hanno strappato un sorriso in più.

Come per esempio a Orbetello dove ci siamo trovati a pagare un posteggio pubblico 10 centesimi l’ora…guardare per crederci,qui a Genova meno di un euro e cinquanta non si trova niente!

E che ne dite di un bel pino marittimo abitato da numerosi e rumorosi merli?

Simpatico e curioso un micino affacciato alla finestra in un delizioso scorcio di uno dei borghi più belli d’Italia,Pitigliano

e dove lo stesso Comune ha pensato bene di dedicare una targa al buonumore delle donne del rione di Capisotto!

Indimenticabile in una toilette di Sovana la raccomandazione di non chiudere la porta…

per preservare un nido di rondine appena sopra il mio sguardo!

Una farfalla al profumo di lavanda,

una bella sensazione di fresco,che qui non posso farvi sentire in una via cava etrusca

o un benefico bagno caldo alle cascate termali di Saturnia:non ci crederete ma immerso in questo ben di Dio c’era un signore in compagnia di una bella donna che non faceva altro che parlare di Prodi e governo,e politica…ma si può???

Lo so che non è un dettaglio,ma il giallo di un campo di girasoli riempie la vista e distoglie lo sguardo da tutto il resto!

ed infine il rumore delle onde (suono che non posso riprodurre,ma lo immaginate vero?)che s’infrangono sulla battigia,colonna sonora di due settimane che ricorderò ancora per molto.

Flash di piccoli istanti,e mi viene in mente Trilussa con la sua poesia:

La felicità

C’è un’ape che se posa su un bottone de rosa:
lo succhia e se ne va…..
Tutto sommato,
la felicità è una piccola cosa.

Posted by: bellitalia | 2 Giugno 2008

Ponte di Pasqua in Sardegna con Teresa

Avevamo programmato tutto, una bella gita in barca a vela, Base ad Alghero, escursioni lungo le calette, quattro giorni fra mare e spiagge.

Certo nessuna pretesa di rimanere in costume da bagno e di fare rientro a lavoro abbronzata come un bronzo di Riace, la Pasqua quest’anno è arrivata troppo presto, avevamo messo in conto anche la possibilità di pioggia, il freddo e anche un pò di vento, ma, porca miseria, non una bufera continua che neanche il ghibli del sahara o la bora a Trieste.

Quindi, cambio di programma, niente barca, escursioni in auto con base ad Alghero.

Primo Giorno Alghero, visita del centro, escursioni a Fertilia, Porto Conte, Pineta Mugoni, Le Bombarde ed il Lazzareto (Due splendide spiagge a due passi da Fertilia), pranzo al sacco bibite non incluse.

Secondo giorno Bosa, visita al castello, al centro storico ed alla marina, escursione a Porto Alabe, Tresnuraghes sino ad arrivare a S.Caterina di Pittinuri, in serata rientro ad Alghero cena e pernottamento.

Terzo Giorno, visita all’interno dell’Isola: Villanova Monteleone, Monteleone Roccadoria, Padria, Pozzomaggiore, Bonorva, Visita al Nuraghe Sant’Antine, Foresta Burgos, località Monte Rasu (un freddo che neanche in groelandia), Bono, Bottidda, Ottana, Sedilo, Lago Omodeo, Ghilarza, posti bellissimi, paesaggi mozzafiato, in tarda serata rientro ad Alghero cena e pernottamento .

Quarto giorno, per favore non mi cercate che sono distrutta e poi stà piovendo come Dio la manda, rimango ancora un pò in branda, anzi diciamo che mi alzo per mezzogiorno, propongo una giornata di riposo; APPROVATO ALL’UNANIMITA’.

Posted by: bellitalia | 20 Maggio 2008

Viaggio in Messico

foto

Da San Cristobal de las Casas partiamo alla volta di Palenque per visitare il sito maya e le cascate. Sono meno di 200 km, ma la strada che si inerpica per le montagne non è proprio agevole per il pullman e così ci mettiamo circa 6 ore.

La città di Palenque non ha nulla di bello…avremmo voluto alloggiare infatti in periferia, nella natura, ma ahimè non c’erano più disponibili delle stanze economiche.

Immerso nel verde, il sito archeologico di Palenque, è ben conservato, di modeste dimensioni e sorge in una zona ricca di fiumi e cascate. Le costruzioni più importanti del sito sono:

Tempio delle Iscrizioni (Templo de las Inscripciones), dove è stato scoperto un passaggio segreto che porta alla tomba e ai tesori del re Pakal.

Tempio del Teschio (Templo de la Calavera)

Il Palazzo, un complesso di edifici adiacenti e interconnessi e cortili costruiti da diverse generazioni su una terrazza artificiale

Altro giorno…altra escursione! Le cascate!

Partenza la mattina per andare a vedere le famose cascate di Misol Ha e Agua Azul.

Misol Ha, a 25 km da Palenque, è una cascatona che precipita per 35 metri, circondata dalla vegetazione tropicale. Ci si arriva scendendo per dei sentieri e, uno di questi, ti permette di camminare dietro la cascata…immaginate l’umidità…siamo usciti completamente zuppi.

Agua Azul invece è decisamente più grande. Prende questo nome perché in determinati periodi dell’anno l’acqua ha proprio un bel colore azzurro. Evidentemente non in agosto. Questo è il periodo delle pioggie, i torrenti sono in piena, la corrente è forte per cui l’acqua è abbastanza torbida. Qui ad Agua Azul ci si può fare il bagno…ma quella tonalità di marroncino non mi ispirava moltissimo!

A questo punto ci aspettava la parte del viaggio più rilassante (si fa per dire) che ci vedeva impegnati in immersioni nell’isola di COZUMEL dove avremmo passato l’ultima settimana di vacanze. Ma c’è qualcosa che non va! Iniziamo a prendere coscienza che, quella piccola perturbazione che vedevamo nei TG locali, non è poi tanto piccola! Si chiama DEAN ed è un bell’uragano forza 4 (il massimo è 5). Che fare? Innanzitutto scrivere un post nel nostro BLOG dei viaggi per comunicare la nostra posizione (un estremo saluto ad amici a parenti nel caso in cui non fossimo tornati sani e salvi), controllare poi su siti specializzati la traiettoria dell’uragano…e infine aprire la cartina del Messico e decidere il nuovo percorso. Purtroppo non abbiamo scelta, l’uragano passerà proprio sopra l’isola nei giorno in cui noi saremmo dovuti essere li. Che rabbia!

Come potete vedere seguendo la freccia rossa, Cozumel si trovava proprio sulla traiettoria di DEAN.

La scelta ricade sulla costa del pacifico….Acapulco e Puerto Escondido.

Su Acapulco non c’è un granchè da dire, è molto grande, molto turistica e molto Americana!

Su Puerto Escondido invece possiamo dire una sola parola….SURF!

Posted by: bellitalia | 5 Maggio 2008

I vostri Consigli di viaggio

Hai fatto un viaggio interessante, in una bella città italiana, oppure in una località in Europa o in un altro continente? Ti piacerebbe descrivere i momenti più belli ed emozionanti, ogni emozione provata, i momenti più significativi di un’esperienza sicuramente entusiasmante e nuova?

Allora puoi farlo sul sito Racconti Oltre, nella sezione Racconti di Viaggio il luogo più adatto per condividere con tantissime persone le esperienze di viaggio vissute, e magari, si tratta di un’ottima occasione per dare consigli utili a tutti coloro che in futuro vorranno visitare proprio i posti da voi descritti. E sul sito inoltre, troverai anche tanti altri racconti di diverso argomento, tanti aforismi, e tantissime poesie per ogni occasione, anche quelle dedicate alle festività, come le poesie per San Valentino o le poesie festa della mamma.

Allora vai su Racconti Oltre, registrati gratuitamente, e invia i tuoi testi.

Posted by: bellitalia | 30 Aprile 2008

In Vacanza con Michele

foto

Ed eccomi di ritorno… Ho passato come sapete questi ultimi giorni di ferie che avevo, su al nord Italia e ho scelto di andare in un posto che non avevo mai visitato prima, tutta la zona del Lago di Como. Il viaggio è andato alla grande, veloce, comodo… con un nuovo ETR 500 pieno di novità tecnologiche… In treno mi piace viaggiare quando capita perchè tutto sommato anche per spostarsi in parti diverse d’Italia non ci si mette poi così tanto. E così mi ritrovo alla Stazione di Milano C.le… e da li altro treno regionale da prendere. 40 minuti circa e sono a Como! da li altri 20 minutini passati in corriera… e finalmente prendo alloggio nel paesino chiamato Laglio. Conosciuto anche perchè per chi segue cose di gossip ha da qualche tempo la casa l’attore George Clooney (anche da me fotografata!!!). I giorni li ho passati spostandomi continuamente attraverso vari mezzi, dalla bici ai pullman al servizio di battelli che via acqua portano nei vari punti del lago stesso per facilitare gli spostamenti da un punto all’altro. Ho visto diversi paesi limitrofi a Como, tra cui… Argegno, Carate Urio, Laglio, Bellagio, Cernobbio, Isola Comacina, Sala, Campo, Tremezzo, Lecco… alcuni in modo piu approfondito e altri di passaggio, ma ho avuto modo quantomeno di poter effettuare degli scatti fotografici… mia grande passione!

Le differenze che ho incontrato col mio “mondo” beh sono evidenti e alcune anche troppo. A parte la differenza generale tra una grande città e un qualsiasi paesino… ci sono state cose che non possono non saltare all’occhio. Per esempio, la pulizia totale dei posti, la cura delle strade, delle infrastrutture, la presenza di case fatte in pietra, tipiche di montagna… l’aria diversa, leggera, buona, il lago che ad ogni ora del giorno con o senza sole riflesso era di uno spettacolo unico! E la notte? La notte ti addormenti con il suono dolce e leggero delle onde… e sotto un cielo blu scuro e buio pieno di milioni di stelle. Non c’è casino li, c’è pace, relax, tranquillità. Che bello! Posti magnifici, unici, che ieri alla partenza per fare ritorno a Roma mi è dispiaciuto lasciare. Di sicuro ci tornerò, perchè sono rimasto davvero colpito da un insieme di dettagli che mi hanno fatto quasi innamorare. Ah altra differenza con le grandi città? Se non fai il biglietto non sali in pullman! Eh si perchè appena sali devi mostrare biglietto…non come qua a Roma ad esempio… Secondo me avremmo solo da imparare tanto dallo stile di vita di certe parti… perchè ci sono sapete, quelle specie di “regole” di convivenza che ti insegnano davvero come è giusto vivere. Le grandi città dovrebbero prendere come esempio questi particolari e adeguarli allo stile proprio di vita. Alcune cose le ho notate anche nell’altro mio viaggio, quello piu lontano a Cracovia… Anche li alcune cose erano simili. Le persone sono semplici, ti accolgono in modo diverso. E qui, ovunque andavi nei dintorni di Como… ho trovato solo gente cordiale… e piena di voglia di raccontarti la storia di quel preciso posto… magari di quel certo tizio… retroscena vari… e sapete? era divertente sentire raccontare gli anziani… gente che li ci vive e ci è nata da 50-60 anni fa se non di più. A volte ascoltando i loro racconti paragonavo la mia vita di città a un’ ipotetica vita lassù tra le montagne! Che bello che dev’essere. Cosi come è stato magnifico svegliarmi ogni mattina e affacciato al balcone dell’alberghetto…ritrovarmi sul lago a poche decine di metri. Che

spettacolo della natura! E poi, vedere gli stessi paesaggi cambiare visti dal battello sul lago! con gli spruzzi di acqua che ti arrivavano mentre eri seduto dietro o davanti alla nave nella parte aperta! Lasciarsi cullare dalle onde, al lago come al mare non importa… è sempre bellissimo! E le onde del Lago di Como sono stupende e leggere. Qualche volta un po’ mosse, ma non fa nulla, perchè in ogni caso si assiste a qualcosa di unico! Una vacanzetta davvero passata alla grande direi… e da domani posso tornare a lavoro piu rilassato e sereno! un posto che consiglio a chiunque di voi… Se volete vedere le foto fatte da me in questi luoghi fantastici cliccate qui… di seguito
Che altro aggiungere? sono rimasto davvero estasiato… dalla natura, da come sempre riesce sempre a stupirci tutti con i suoi colori, profumi, con le meraviglie che abbiamo intorno, che basta appena girare lo sguardo per poter cogliere davvero qualsiasi segno intorno ogni giorno.
Amo questa sensazione, questo senso di libertà e di pace interiore. Evviva le vacanze, evviva la natura! Anche se l’estate ormai è terminata e con essa le vacanze di noi tutti! Prossima tappa? chi lo sa…

Posted by: bellitalia | 20 Aprile 2008

Racconto di un Viaggio in America Latina

Ci è stato segnalato un racconti di viaggio realizzato da Luca Tatu, risalente a Maggio 2005, questo racconto è di un viaggio in America Latina, successivamente pubblicheremo anche un secondo racconto sempre di Luca Tatu di un suo viaggio in Ecuador.

Impressioni di un viaggio in America Latina.
Il tempo e la mentalità. Il tempo come durata del viaggio ed il tempo come momento giusto. La predisposizione come osservare le cose con gli occhi di un altro. Una meta solo orientativa.
Non risparmiare tempo, il tempo è importante. E inutile riservarsi alcuni giorni di vacanza per lItalia. Il tempo è importante. Pensa alla gente che non incontrerai. Ai posti che non vedrai. E soprattutto ad una cultura che non conoscerai.
Hai visto paesi bellissimi ma non li hai apprezzati perché non li hai conosciuti.
E come per le persone, a volte paiono sgradevoli ma è solo perché non sai chi sono. Anche per questo ci vuole tempo. Se non hai il tempo per osservare un paese non lo puoi comprendere. Per questo il tempo dedicato al viaggio è direttamente proporzionale allesperienza che dal viaggio riceverai. Come diceva Rolf Potts, cercare in un breve viaggio di trovare antiche tradizioni od un diverso stile di vita è come guardarsi allo specchio per vedere la nostra espressione mentre non ci guardiamo allo specchio. Così, come chi girando disperatamente la testa o movendo rapidamente gli occhi non riesce comunque a cogliere lo specchio di sorpresa, nessuna vacanza di una settimana o dieci giorni potrà distogliere dalla vita che si conduce a casa propria. Un viaggio di pochi giorni è solo un breve sfogo, unaccessorio che andiamo ad aggiungere alle nostra vita come un vestito in più o qualsiasi altra cosa.
Ecco perché altri paesi non ti hanno insegnato molto, perché hai sbagliato il tempo. A volte si prediligono lunghi itinerari per vedere molto senza accorgersi che non si sta vedendo niente. Un percorso più breve, che ti avesse consentito di fermarti a parlare con qualcuno, un Maya del Chichè od un bancario di Guatemala City, ti sarebbe stato più utile a conoscere, attraverso un sorriso od una cattiva parola, molto di più di quello hai appreso macinando migliaia di chilometri.
Diversamente da un breve viaggio dove hai poco tempo di interagire con chi ti circonda, il viaggio lungo è senza fretta, ruota incontro alla gente che incontri e latteggiamento che hai in tali circostanze può accrescere o distruggere tutta la tua esperienza. Perché noi vediamo quello che siamo.
Questo è il motivo per cui devi continuare a viaggiare verso quella meta. Hai la possibilità, attraverso una lingua accessibile, di parlare con la gente che ci vive. Ma non fossilizzarti con questa, a volte è bello non confrontarsi sempre su argomenti simili alla diversità culturale. Approfitta anche dellaltra gente che viaggia; è più simile a te e condivide con te le stesse passioni, come la strada che state percorrendo, gli itinerari che state affrontando e, forse, sarà ancor più facile fare amicizia.
Sono gli altri viaggiatori: americani, inglesi, israeliani ed australiani. Facci caso, gente che parte sola o al massimo in due, poi li trovi spesso in gruppi. Sono alti, biondi e parlano inglese. Sono gli stranieri per i ragazzi sudamericani. Gli italiani, sono solo italiani.
In ogni caso, siano locali che viaggiatori, laspetto più incredibile degli incontri con persone di paesi lontani è il modo in cui questi rapporti finiscono per insegnarti qualcosa sul tuo modo di intendere le cose, che è influenzato dalla società in cui siamo cresciuti. Quante volte ti sei accorto di essere tanto provinciale, tu che hai sempre creduto di essere al centro del mondo. E il modo giusto di rendersi conto che giudicando altri popoli secondo i nostri valori, perdiamo loccasione di vedere il mondo attraverso i loro occhi. E un esperienza da poco??? E se allinizio molte cose del modo di fare di quella gente può dare fastidio, pian piano le stesse cose diventano una meravigliosa alternativa. Naturalmente purchè ci sia il tempo e la voglia di comprenderle, altrimenti si rischia di tornare a casa con la convinzione di quando si è partiti, e cioè che il nostro paese è il migliore del mondo. Non solo il tempo è importante, dunque, ma la predisposizione ad osservare gli altri, perché si vede sempre ed ancora quello che si è.
Allora vai, con il tempo e con la mentalità giusta, vai, così allavventura, senza informarti troppo, per non perderti il bello dellavventura. Leggi una guida, guarda qualcosaltro, ma non esagerare, lavventura stà proprio li, infatti. E non è vero che non esistono più i viaggi avventurosi. Che la vera avventura era quella che vivevano una volta gli esploratori in paesi sconosciuti. Se così fosse, ora che qualsiasi angolo del pianeta è stato visitato, non ci sarebbe più spazio per lavventura. Ma lavventura esiste, ancora, solo che non si trova in unagenzia di viaggio che ti vende sport estremi come il rafting, canyoning o lalpinismo.
Perché lavventura non è una cosa che si possa comprare. Lavventura la si porta dentro. Lavventura è partire senza sapere dove si va o che cosa si troverà. E unincognita nel nostro destino, sulle persone che incontreremo. Non è unesperienza fisica, ma psicologica.
E più avventuroso un fine settimana in uno sperduto pueblo delle ande peruviane tra i Quetchua che non conoscono una parola di italiano o un fine settimana di rafting a 200 dollari con pranzo e cena inclusi?
Allora, se esiste una ricetta dellavventura, questa è quella di recarsi alla stazione senza una destinazione in programma e saltare sul primo treno che passa. E quando ti troverai su quel treno che ti porta a Macchu Picchu e che si ferma in decine di villaggi pidocchiosi, non riflettere troppo su come sarà passare le notte in quel villaggio quetchua. Scendi, prova lavventura. Potrai riprendere il treno il giorno seguente.
Vivere le cose più strane, anche piccolissimi episodi, è parte dellavventura. Come quando, ospite di amici, in una casa di Quito, ti rendi conto della normalità di bollire lacqua in un tegame e berla quando si raffredda. Non è insignificante, è solo loccasione di vedere come possa essere facile dissetarsi senza spendere, portare pesanti buste dal supermercato e sporcare il mondo con le tue scemenze.
Avventura è alzarti nel cuore della notte per bere, e dissetarsi direttamente dal tegame dove ha bollito quellacqua e rendersi conto che è ancora calda. Avevi mai sentito il disgusto che si prova nel bere acqua calda?
Avevi mai pensato che potesse conservarsi il latte fuori dal frigorifero, in un tegame sulla cucina? Che strano, non si guasta! Si perchè a Quito la temperatura è sempre costante tutto lanno e nelle case non hanno riscaldamenti. A Quito e nei paesi sullecuatore il latte non si guasta.
Mangia ciò che loro mangiano, e vivi con pochi soldi, come loro vivono. Vedi se è il danaro che rende presuntuosi. Guarda se è la ricchezza che porta il potere. Verificalo notando i viaggiatori occidentali ed i loro atteggiamenti di superiorità verso la gente dei paesi in via di sviluppo. Ed i nostri atteggiamenti. Come se le persone più povere non fossero alla nostra altezza. Così fai attenzione allatteggiamento delle persone che hai incontrato sulle Ande e chiediti da dove proviene la loro gentilezza, il loro rispetto e la loro umiltà. Poi ascolta gli amici che sono stati a Cuba o a Santo Domingo, quelli che ti hanno riferito che i Cubani o i dominicani sono gente gentilissima e cordiale. Ecco, ascoltali e poi dimentica ciò che ti hanno detto, tu che puoi pensare con la tua testa, tu che sai veramente come stanno le cose. Possibile che si possa essere così ciechi? Possibile che non ci si accorga di chi ti si avvicina per venderti qualcosa e non ci avveda dellinteresse che a volte spinge una persona a comportarsi da amica? Certo, anche in chi ti vende qualcosa cè tanto di buono. Anche da un rapporto interessato può nascere unamicizia speciale ed a volte può essere loccasione di incontrarsi. Ma dove ci sono molti come te è difficile trovarti speciale. Sei solo uno come tanti e le persone che cerchi di conoscere non sono interessate a te ed a conoscerti, perché ti hanno già conosciuto mille volte.
Questo ti insegna che la spontaneità di quella gente è data dalla curiosità che provano per una persona nuova, che raramente vedono nelle loro città, nei loro villaggi. E così la loro umiltà è forse data dalla loro paura. Si ha sempre paura di chi non si conosce. Tutto questo ti insegna che se vuoi trovare un amicizia sincera in un viaggio devi viaggiare dove viaggiano in pochi.
Per questo lEcuatore è il posto giusto. Non solo gente cordiale ma natura meravigliosa. Non potrebbe essere diversamente per un paese andino. Il mare, la sierra e la selva. Tre cose tanto diverse e cosi lontane.
Il Chimborazo è vulcano più lontano dal centro della terra ed il Cotopaxi il vulcano attivo più alto del mondo. Per Cotopaxi, passa da Latacunga e dopo aver dormito allAmazonas ed aver visitato il mercato di Saquisili, la scalata non dovrebbe essere impossibile.
Il Tungurahua è conosciuto perché aspetta il tuo arrivo per festeggiarti. E una meraviglia vedere un vulcano in eruzione, così come è emozionante sentirne il rumore nel silenzio della notte. Banos è stupore, è primavera, è turisti giovani e discoteche, è cascate, è terme, è Pina Colada. Da Banos si può affrontare la discesa verso Rioverde in Bike e fermarsi al Paillon du Diablo, poi proseguire tra strade sterrate, conoscere compagni di viaggio e ritornare in camion dopo aver caricato le biciclette. Scattare una foto tra due pappagalli con dietro il vulcano che fuma.
Sempre da Banos il rafting sul Rio Pastaza è un terzo-quarto grado, ma la guida di Geoturs è troppo preparata perché si possano provare dei brividi.
I percorsi tradizionali passano tutti per Riobamba. Da Riobamba parte, infatti, il treno per Alausì. E un treno speciale dove si viaggia sul tetto, o meglio i turisti viaggiano sopra, mentre i locali non ne voglio sapere di quelle cosa sceme da yanquis. Arrivato ad Alausì, il treno si ferma per poi ripartire per la Nariz du Diablo, tra paesaggi andini spettacolari e precipizi mozzafiato. Dopodiché ritorna nel piccolo paese.
Da Alausì la maggior parte dei turisti sceglie di proseguire per Cuenca. Patrimonio mondiale dellumanità, Cuenca è un susseguirsi di bei palazzi ed antichissime chiese. Meglio non capitarci di domenica, perché di domenica la gente a Cuenca non esce e la città è deserta.
Per la selva è meglio avere a disposizione non meno di quattro giorni. Raggiungere Puno o Tena è un pò lungo e non si è che allinizio della foresta. Per la selva selvaggia è meglio allontanarsi ancora per qualche giorno, in carro o in canoa a motore. Da Tena è comunque possibile fare un bel rafting sul rio Napo Superiore, contattando Nancy, la Princesa Amazonica della Rios Ecuador. In alcuni periodi dellanno è possibile anche percorrere il più vivace Rio Mishualli, con possibilità di pernottare sul bordo del fiume.
Se cerchi la tribu selvaggia, mettiti in contatto con le più importanti agenzie di Quito. Si tratta però di escursioni molto costose e probabilmente resterai deluso. Si dice che non siano poi così incontaminate queste tribù. Daltronde se lo fossero non ospiterebbero i turisti presso le loro capanne.
Ci sono anche diverse possibilità molto più economiche ed individuali. Si tratta di famiglie che vivono nel loro appezzamento di terra raggiungibile con un passaggio in auto tra piante di platani e banane. Spesso, questi signori ospitano direttamente nella loro casa e si può passare con loro qualche giorno. In tal caso sarebbe meglio ricordare di avere tatto e che a queste famiglie fa spesso comodo il danaro che le si può dare.
Allora, sarebbe meglio non fare come i viaggiatori alternativi. Persone che viaggiano con pochissimi soldi, e che risparmiano fino allossesso per fermarsi un mese in più nel paese che vanno a visitare. Alternativi, perché si vestono apparentemente trasandati, e perché non vogliono essere schiavi della cultura dominante. Odiano i turisti, che viaggiano in modo stupido spendendo tanti soldi e senza capire la cultura locale. Spesso, però queste persone non si rendono conto che le loro pressanti domande a persone portatrici di grandi tradizioni, alla ricerca del segreto della conservazione di una cultura millenaria, o comunque alla ricerca solo di una profonda conoscenza, può dare fastidio a quelle stesse persone.
Chi lavora con il turista tutti i santi giorni non ha voglia di rispondere sempre alle stesse stupide domande. Di sicuro apprezzerebbe di più chiacchierare del tuo paese, perché no, magari della squadra del cuore o di qualsiasi altra cosa.
La verità è che queste persone, forse perché accecate dalla ricerca di un modello di vita indipendente, non riescono a capire che ormai, anche nel più remoto dei villaggi, la gente si prepara allarrivo del turista, magari togliendosi i jeans e mettendosi il costume. Non riescono a comprendere che a queste persone, forse, farebbe più piacere qualche domanda in meno e qualche acquisto in più.
Paradossalmente, questi alternativi, cercando in tutti i modi di differenziarsi dal turista, gli si avvicinano irrimediabilmente. Così come il turista non si accorge di questa pantomima poiché per mancanza di tempo resta ignorante, il viaggiatore alternativo, nel tentativo riscoprire i propri legami con il passato e ricercare lappartenenza a qualche cultura più tradizionale, allo stesso modo diviene cieco, perdendo loccasione di vedere il mondo con gli occhi degli altri.
La verità è che il miglior modo, quando si viaggia, di avere rapporti personali autentici è imparare a vedere gli altri come persone semplici e non come gli ultimi selvaggi esistenti sulla terra. Anche perché questi selvaggi non esistono quasi, se non per chi li vuole vedere.
Allora, lesperienza ti insegna che si impara molto di più da un avvocato di Lima che da una guida della selva amazzonica. Questultima farà e dirà quello che tu ti aspetti che faccia e dica un buon selvaggio, ed inoltre, avendo a che fare ogni giorno con turisti diversi, forse conoscerà molto più lui dellEuropa di quello che non conosci tu. Viceversa, un avvocato a Quito, probabilmente non avrà mai conosciuto un italiano e sarà mosso dalla curiosità di sapere mille cose sul tuo paese, compresa la professione. Quello, sarà uno scambio alla pari.
Oltre la selva e la sierra lEcuador è anche playas. Atacames se ti piace ballare. Montanita se vuoi mischiarti agli Yippy. Ma se ti accontenti vivere per alcuni giorni in un villaggio di pescatori, allora il punto giusto è Puerto Lopez, passando per Manta. Puoi iniziare la mattina con una bella colazione e poi subito correre alla spiaggia per aspettare larrivo dei pescatori. Che bello vederli pulire il pesce sulla spiaggia; il cielo si riempie di fregate e di altri uccelli che cercano di afferrare gli scarti. Poi, se vuoi, poi nuotare nel pacifico e metterti a rincorrere i granchi sulla spiaggia, passeggiare sulle strade sterrate di questo villaggio, sederti a veder la gente che passa sul lungomare, giocare con i bambini e parlare con gli anziani. Puoi anche visitare il Parco di Machalilla con una barca e vedere le balene che saltano e poi nuotare tra i pesci multicolori. Od anche affittare un mototopo e raggiungere Los Frailes, con le sue magnifiche spiagge oceaniche, dove ti potrai stancare tra le onde per poi concludere, sfinito, la giornata al Restaurant Carmita.
Il viaggio finisce sempre dove lo si è iniziati. E lEcuatore inizia a Quito, patrimonio mondiale dellumanità e culla di ogni sogno. Meta di ogni partenza per il paese. Qualunque località dellEcuatore potrebbe essere raggiunta dalla capitale in meno di un giorno.
Santo Domingo, sulla costa, è famoso per gli indios Tshacila ma a anche per i suoi fiumi come il Toachi dove Yacu Amu ti porta a fare un rafting meraviglioso.
Otavalo è solo un mercato.
Ma di Quito ti innamorerai, adagiata tra le nubi e le ande.
Non è il centro coloniale, i muri, non portano emozioni così grandi. Sono le persone che ti prendono e ti rapiscono e quando tornerai sarai per sempre a Quito.
Quito ti ospita tra le sue mura prima ancora che tu la abbia conosciuta e tu ti chiedi come possa fidarsi di te. Nessuno mai prima dora era stato così ingenuo. Che voglia vendersi??? Che voglia approfittarsi di te??? Ma perché dobbiamo sempre essere sospettosi?? Forse Quito insegna anche questo, che esistono ancora nel mondo sentimenti così autentici. Che si è aperti a conoscere nuovi orizzonti, senza riserve, dando ancor prima di ricevere.
Ricardo Arcona fa un concerto a Quito e la gente lo acclama e tu non puoi fare a meno di innamorarti delle sue canzoni e cantare con la gente.
Juanes canta A Dios le pido, e ti accompagna tra la parte moderna di Quito: il Papaia Net, con i computer per scrivere agli amici ed i viaggiatori tutti riuniti, le discoteche dove si balla Nina Bonita e Caraluna. Alla fine, la conosci Quito e potrai dedicarle una canzone in uno dei tanti Karaoche: si no te hubiera ido o que pides tu di Alex Ubago, non cè che limbarazzo della scelta.
Ed alla fine di tutto il tuo esplorare, ritornerai dove sei partito e sarà come conoscere il luogo per la prima volta. Sarà riscoprire tutte le cose che ti sono mancate quando eri nellEcuatore: la ragazza, le docce calde, i film, la moto, la famiglia e tutte le altre piccole certezze della nostra vita.
Ma dopo aver riscoperto per qualche giorno il luogo dove hai sempre vissuto, comincerai a sentire una strana nostalgia . per quello che hai appena passato.
E inutile cercare laiuto dei vecchi amici, non sapranno capirti. E inutile cercare di far rivivere le emozioni passate parlandone con loro, non sapranno di cosa parli.
Allora, lunico modo di continuare il viaggio sarà restare in contatto con gli amici che con te hanno condiviso quelle grandi emozioni, cercare nei siti internet le notizie di quel piccolo paese che prima non era che solo un nome in una grande mappa. I tuoi viaggi ti risveglieranno in altre parti del mondo è risveglieranno altre parti del mondo dentro di te. Le esperienze e le osservazioni di quando eri sulla strada, che sembravano non avere senso, acquisteranno un significato quando sarai di nuovo nella tua comunità. Un paio di scarpe nuove non avranno più la stessa importanza ed è un progresso importante, un modo bello di vivere, fai in modo di non dimenticarlo troppo presto.
Attraverso tutto questo, riusciremo a continuare il nostro viaggio e ci accorgeremo che non è ancora finito, giusto in tempo per iniziare il prossimo e pedir a Dios de regresar a Quito.
Ma quando non ci si vuole arrendere, ritornare a Quito non è il solo modo per continuare il viaggio. Cè anche la possibilità che il risveglio sia difficile ed il sogno continui. Allora può essere il luogo giusto. Sarà solo una settimana ma una settimana che durerà una vita.
Allarrivo è difficile trovare la città, si devessere allontanata, al suo posto non cè più, non cè più nessuno. Poi eccola, non tanto distante, solo basta cercarla. Anche il Roger Lluria non si fa trovare tanto presto, è un po lontano, prima il metrò poi camminare.
La città è molto fredda. Per fortuna però Roger è molto bello; meglio approfittarne e farsi un bagno caldo, ed ecco che esce il sole e ti accorgi che non cera freddezza ma solo timidezza.
Allora, passeggia sotto il sole, mentre la città non parla quasi mai, solo ti ascolta; passeggia senza meta, fermati solo per vedere i mimi che inventano i giochi più strani, piccoli cinema allaperto. Anche qualche casa moderna, di quel grande architetto così conosciuto da queste parti. E bello trovarle per caso. I centri commerciali che caldo dentro. Poi ti perdi e ritrovi la strada.
Se hai freddo entra in uno dei tanti bar dove preparano la cioccolata o chiedi aiuto a Corte Ingles. Ma stanca tanto vedere le città dinverno. Allora una doccia calda e poi vedere la tv, italiana o straniera? E nella notte la città ti abbraccia, ti stringe nel suo buio ed è così dolce.
Ogni mattina è bello svegliarsi ed uscire, con calma, non cè fretta. Il Vell è pieno di gente, la teleferica è un miraggio, ma quando si arriva è sempre troppo tardi. Però il mare è sempre lì, romantico, che sembra il tuo, e dallaltra parte cè proprio il tuo. Guardi lorizzonte è vedi il futuro. Poi scatti qualche foto, ritorni per la cena, ti riposi. Ritrovare Roger sarà sempre una piacevole impresa e motivo di battute e risate.
Lultima notte cè la sfilata con tantissima gente e la tv che riprende, tante caramelle ed un gran dolore alle gambe. Finalmente riesci a provare il piatto tipico che avevi cercato fin dal primo giorno. Però è un piatto amaro. Il contorno è malato. Ti spaventi, ti viene da piangere, lo immaginavi. Lo sapevi, cera qualcosa sotto. Ma questo conoscere meglio la città, il non fermarsi ai buoni piatti, ma sapere di quelli molto cattivi, te la fa amare, questa città. Ha bisogno di te e tu sei li per questo, anche se partirai. In ogni caso lei sarà sempre li, ad aspettarti chissà per quanto e se ci ritornerai.
Lultima notte è sempre la più brutta, non sapevi che si potesse soffrire tanto per laddio ad una città, ad un viaggio. Sapevi si soffrisse così per una partenza. Non sapevi potesse durare tanto una notte. La musica di Ubago suona, le cuffie son posate sul letto per sentir bassa la musica, ma la musica è triste Non devi ascoltarla, non è conveniente. Però lo sai, la musica è la colonna sonora di un viaggio ed un viaggio senza musica è una pellicola senza colonna sonora.
Avevi sempre visto le partenze alla stazione. Hai sempre impressa quellimmagine di un soldato che parte per la leva e la ragazza che piange, per te è sempre stata quella limmagine degli addii. Un ragazzo ed una ragazza che si salutano, chissà quando si rivedranno. Ed adesso vedi la stazione e la sua gente che passa, ma forse non li vedi. Vedi la colazione, la più amara della tua vita, ma non la mangi. Un caffelatte ed un pezzo di pane. Una bottiglietta dacqua.
Vedi la gente che parte, che si saluta. Vedi il ragazzo della leva, ma è la ragazza a partire.
La città è deserta, percorrerla a piedi, la musica classica nel metro e quella di Ubago nella tua testa.
Questo sarà veramente laddio a questo viaggio che credevi fosse finito a settembre ma che è seguito sino a gennaio.
Qualche foto al quarto ed alla stanza del desajuno e si va.
Jo solo quiero hacerte saber amiga que donde estes. que si te falta laliento jo te lo darè Si te sientes sola hablameque te estare eschuchando aunque no te pueda veer, aunque no te pueda veer.

Luca Tatu

Posted by: bellitalia | 13 Aprile 2008

Racconto di Viaggio in Ecuador

Ecco il secondo racconto di viaggio realizzato da Luca Tatu, risalente al 2004, questo racconto è di un viaggio in Ecuador.

Impressioni di un viaggio in Ecuador
Il tempo e la mentalità. Il tempo come durata del viaggio ed il tempo come momento giusto. La predisposizione come osservare le cose con gli occhi di un altro. Una meta solo orientativa.
Non risparmiare tempo, il tempo è importante. E inutile riservarsi alcuni giorni di vacanza per lItalia. Il tempo è importante. Pensa alla gente che non incontrerai. Ai posti che non vedrai. E soprattutto ad una cultura che non conoscerai.
Hai visto paesi bellissimi, a detta di tutti, ma non li hai apprezzati perché non li hai conosciuti.
E come per le persone, a volte paiono sgradevoli ma è solo perché non sai chi sono. Anche per questo ci vuole tempo. Se non hai il tempo per osservare un paese non lo puoi comprendere. Per questo il tempo dedicato al viaggio è direttamente proporzionale allesperienza che dal viaggio riceverai. Come diceva Rolf Potts, cercare in un breve viaggio di trovare antiche tradizioni od un diverso stile di vita è come guardarsi allo specchio per vedere la nostra espressione mentre non ci guardiamo allo specchio. Così, come chi girando disperatamente la testa o movendo rapidamente gli occhi non riesce comunque a cogliere lo specchio di sorpresa, nessuna vacanza di una settimana o dieci giorni potrà distogliere dalla vita che si conduce a casa propria. Un viaggio di pochi giorni è solo un breve sfogo, unaccessorio che andiamo ad aggiungere alle nostra vita come un vestito in più o qualsiasi altra cosa.
Ecco perché altri paesi non ti hanno insegnato molto, perché hai sbagliato il tempo. A volte si prediligono lunghi itinerari per vedere molto senza accorgersi che non si sta vedendo niente. Un percorso più breve, che ti avesse consentito di fermarti a parlare con qualcuno, un Maya del Chichè od un bancario di Guatemala City, ti sarebbe stato più utile a conoscere, attraverso un sorriso od una cattiva parola, molto di più di quello hai appreso macinando migliaia di chilometri.
Diversamente da un breve viaggio dove hai poco tempo di interagire con chi ti circonda, il viaggio lungo è senza fretta, ruota incontro alla gente che incontri e latteggiamento che hai in tali circostanze può accrescere o distruggere tutta la tua esperienza. Perché noi vediamo quello che siamo.
Questo è il motivo per cui devi continuare a viaggiare verso quella meta. Hai la possibilità, attraverso una lingua accessibile, di parlare con la gente che ci vive. Ma non fossilizzarti con questa, a volte è bello non confrontarsi sempre su argomenti simili alla diversità culturale. Approfitta anche dellaltra gente che viaggia; è più simile a te e condivide con te le stesse passioni, come la strada che state percorrendo, gli itinerari che state affrontando e, forse, sarà ancor più facile fare amicizia.
Sono gli altri viaggiatori: americani, inglesi, israeliani ed australiani. Facci caso, gente che parte sola o al massimo in due, poi li trovi spesso in gruppi. Sono alti, biondi, e parlano inglese. Sono gli stranieri per i ragazzi sudamericani. Gli italiani, sono solo italiani.
In ogni caso, siano locali che viaggiatori, laspetto più incredibile degli incontri con persone di paesi lontani è il modo in cui questi rapporti finiscono per insegnarti qualcosa sul tuo modo di intendere le cose, che è influenzato dalla società in cui siamo cresciuti. Quante volte ti sei accorto di essere tanto provinciale, tu che hai sempre creduto di essere al centro del mondo. E il modo giusto di rendersi conto che giudicando altri popoli secondo i nostri valori, perdiamo loccasione di vedere il mondo attraverso i loro occhi. E un esperienza da poco??? E se allinizio molte cose del modo di fare di quella gente può dare fastidio, pian piano le stesse cose diventano una meravigliosa alternativa. Naturalmente purchè ci sia il tempo e la voglia di comprenderle, altrimenti si rischia di tornare a casa con la convinzione di quando si è partiti, e cioè che il nostro paese è il migliore del mondo. Non solo il tempo è importante, dunque, ma la predisposizione ad osservare gli altri, perché si vede sempre ed ancora quello che si è.
Allora vai, con il tempo e con la mentalità giusta, vai, così allavventura, senza informarti troppo, per non perderti il bello dellavventura. Leggi una guida, guarda qualcosaltro, ma non esagerare, lavventura stà proprio li, infatti. E non è vero che non esistono più i viaggi avventurosi. Che la vera avventura era quella che vivevano una volta gli esploratori in paesi sconosciuti. Se così fosse, ora che qualsiasi angolo del pianeta è stato visitato, non ci sarebbe più spazio per lavventura. Ma lavventura esiste, ancora, solo che non si trova in unagenzia di viaggio che ti vende sport estremi come il rafting, canyoning o lalpinismo.
Perché lavventura non è una cosa che si possa comprare. Lavventura la si porta dentro. Lavventura è partire senza sapere dove si va o che cosa si troverà. E unincognita nel nostro destino, sulle persone che incontreremo. Non è unesperienza fisica, ma psicologica.
E più avventuroso un fine settimana in uno sperduto pueblo delle ande boliviane tra gli Aymarà che non conoscono una parola di italiano o un fine settimana di rafting a 200 dollari con pranzo e cena inclusi?
Allora, se esiste una ricetta dellavventura, questa è quella di recarsi alla stazione senza una destinazione in programma e saltare sul primo treno che passa.
Vivere le cose più strane, anche piccolissimi episodi, è parte dellavventura. Come quando, ospite di amici, in una casa di Quito, ti rendi conto della normalità di bollire lacqua in un tegame e berla quando si raffredda. Non è un qualcosa di insignificante, è solo loccasione di vedere come possa essere facile dissetarsi senza spendere, portare pesanti buste dal supermercato e sporcare il mondo con le tue scemenze.
Avventura è alzarti nel cuore della notte per bere, e dissetarsi direttamente dal tegame dove ha bollito quellacqua e rendersi conto che è ancora calda. Avevi mai sentito il disgusto che si prova nel bere acqua calda?
Mangia ciò che loro mangiano, e vivi con pochi soldi, come loro vivono. Vedi se è il danaro che rende presuntuosi. Guarda se è la ricchezza che porta il potere. Verificalo notando i viaggiatori occidentali ed i loro atteggiamenti di superiorità verso la gente dei paesi in via di sviluppo. Ed i nostri atteggiamenti. Come se le persone più povere non fossero alla nostra altezza. Così fai attenzione allatteggiamento delle persone che hai incontrato sulle Ande e chiediti da dove proviene la loro gentilezza, il loro rispetto e la loro umiltà. Poi ascolta gli amici che sono stati a Cuba o a Santo Domingo, quelli che ti hanno riferito che i Cubani o i dominicani sono gente gentilissima e cordiale. Ecco, ascoltali e poi dimentica ciò che ti hanno detto, tu che puoi pensare con la tua testa, tu che sai veramente come stanno le cose. Possibile che si possa essere così ciechi? Possibile che non ci si accorga di chi ti si avvicina per venderti qualcosa e non ci avveda dellinteresse che a volte spinge una persona a comportarsi da amica? Certo, anche in chi ti vende qualcosa cè tanto di buono. Anche da un rapporto interessato può nascere unamicizia speciale ed a volte può essere loccasione di incontrarsi. Ma dove ci sono molti come te è difficile trovarti speciale. Sei solo uno come tanti e le persone che cerchi di conoscere non sono interessate a te ed a conoscerti, perché ti hanno già conosciuto mille volte.
Questo ti insegna che la spontaneità di quella gente è data dalla curiosità che provano per una persona nuova, che raramente vedono nelle loro città, nei loro villaggi. E così la loro umiltà è forse data dalla loro paura. Si ha sempre paura di chi non si conosce. Tutto questo ti insegna che se vuoi trovare un amicizia sincera in un viaggio devi viaggiare dove viaggiano in pochi.
Per questo lEcuatore è il posto giusto. Non solo gente cordiale ma natura meravigliosa. Non potrebbe essere diversamente per un paese andino. Il mare, la sierra e la selva. Tre cose tanto diverse e cosi lontane.
Il Chimborazo è vulcano più lontano dal centro della terra ed il Cotopaxi il vulcano attivo più alto del mondo. Per Cotopaxi, passa da Latacunga e dopo aver dormito allAmazonas ed aver visitato il mercato di Saquisili, la scalata non dovrebbe essere impossibile.
Il Tungurahua è conosciuto perché aspetta il tuo arrivo per festeggiarti. E una meraviglia vedere un vulcano in eruzione, così come è emozionante sentirne il rumore nel silenzio della notte. Banos è stupore, è primavera, è turisti giovani e discoteche, è cascate, è terme, è Pina Colada. Da Banos si può andare a Rioverde in Bike e fermarsi al Paillon du Diablo, poi proseguire tra strade sterrate, conoscere compagni di viaggio e ritornare in camion dopo aver caricato le biciclette. Scattare una foto tra due pappagalli con dietro il vulcano che fuma.
Sempre da Banos il rafting sul Rio Pastaza è un terzo-quarto grado, ma la guida di Geoturs è troppo brava perché sia divertente.
I percorsi tradizionali passano tutti per Riobamba. Da Riobamba parte, infatti, il treno per Alausì. E un treno speciale dove si viaggia sul tetto, o meglio i turisti viaggiano sopra, mentre i locali non ne voglio sapere di quelle cosa sceme da yanquis. Arrivato ad Alausì, il treno si ferma per poi ripartire per la Nariz du Diablo, tra paesaggi andini spettacolari e precipizi mozzafiato. Dopodiché ritorna nel piccolo paese.
Da Alausì la maggior parte dei turisti sceglie di proseguire per Cuenca. Patrimonio mondiale dellumanità, Cuenca è un susseguirsi di bei palazzi ed antichissime chiese. Meglio non capitarci di domenica, perché di domenica la gente a Cuenca non esce e la città è deserta.
Per la selva è meglio avere a disposizione non meno di quattro giorni. Raggiungere Puno o Tena è un pò lungo e non si è che allinizio della foresta. Per la vera selva è meglio allontanarsi ancora per qualche giorno, in carro o in canoa a motore. Da Tena è comunque possibile fare un bel rafting sul rio Napo Superiore, contattando Nancy, la Princesa Amazonica della Rios Ecuador. In alcuni periodi dellanno è possibile anche percorrere il più vivace Rio Mishualli, con possibilità di pernottare sul bordo del fiume.
Se cerchi la tribu selvaggia, mettiti in contatto con le più importanti agenzie di Quito. Si tratta però di escursioni molto costose e probabilmente resterai deluso. Si dice che non siano poi così incontaminate queste tribù. Daltronde se lo fossero non ospiterebbero i turisti presso le loro capanne.
Ci sono anche diverse possibilità molto più economiche ed individuali. Si tratta di famiglie che vivono nel loro appezzamento di terra raggiungibile con un passaggio in auto tra piante di platani e banane. Spesso, questi signori ospitano direttamente nella loro casa e si può passare con loro qualche giorno. In tal caso sarebbe meglio ricordare di avere tatto e che a queste famiglie fa spesso comodo il danaro che le si può dare.
Sarebbe meglio non fare come i viaggiatori alternativi. Persone che viaggiano con pochissimi soldi, e che risparmiano fino allossesso per fermarsi un mese in più nel paese che vanno a visitare. Alternativi, perché si vestono apparentemente trasandati, e perché non vogliono essere schiavi della cultura dominante. Odiano i turisti, che viaggiano in modo stupido spendendo tanti soldi e senza capire la cultura locale. Spesso, però queste persone non si rendono conto che le loro pressanti domande a persone portatrici di grandi tradizioni, alla ricerca del segreto della conservazione di una cultura millenaria, o comunque alla ricerca solo di una profonda conoscenza, può dare fastidio a quelle stesse persone.
Chi lavora con il turista tutti i santi giorni non ha voglia di rispondere sempre alle stesse stupide domande. Di sicuro apprezzerebbe di più chiacchierare del tuo paese, perché no, magari della squadra del cuore o di qualsiasi altra cosa.
La verità è che queste persone, forse perché accecate dalla ricerca di un modello di vita indipendente, non riescono a capire che ormai, anche nel più remoto dei villaggi, la gente si prepara allarrivo del turista, magari togliendosi i jeans e mettendosi il costume. Non riescono a comprendere che a queste persone, forse, farebbe più piacere qualche domanda in meno e qualche acquisto in più.
Paradossalmente, questi alternativi, cercando in tutti i modi di differenziarsi dal turista, gli si avvicinano irrimediabilmente. Così come il turista non si accorge di questa pantomima poiché per mancanza di tempo resta ignorante, il viaggiatore alternativo, nel tentativo riscoprire i propri legami con il passato e ricercare lappartenenza a qualche cultura più tradizionale, allo stesso modo diviene cieco, perdendo loccasione di vedere il mondo con gli occhi degli altri.
La verità è che il miglior modo, quando si viaggia, di avere rapporti personali autentici è imparare a vedere gli altri come persone semplici e non come gli ultimi selvaggi esistenti sulla terra. Anche perché questi selvaggi non esistono quasi, se non per chi li vuole vedere.
Allora, lesperienza ti insegna che si impara molto di più da un avvocato di Lima che da una guida della selva amazzonica. Questultima farà e dirà quello che tu ti aspetti che faccia e dica un buon selvaggio, ed inoltre, avendo a che fare ogni giorno con turisti diversi, forse conoscerà molto più lui dellEuropa di quello che non conosci tu. Viceversa, un avvocato a Quito, probabilmente non avrà mai conosciuto un italiano e sarà mosso dalla curiosità di sapere mille cose sul tuo paese, compresa la professione. Quello, sarà uno scambio alla pari.
Oltre la selva e la sierra lEcuador è anche playas. Atacames se ti piace ballare. Montanita se vuoi mischiarti agli Yippy. Ma se ti accontenti vivere per alcuni giorni in un villaggio di pescatori, allora il punto giusto è Puerto Lopez, passando per Manta. Puoi iniziare la mattina con una bella colazione e poi subito correre alla spiaggia per aspettare larrivo dei pescatori. Che bello vederli pulire il pesce sulla spiaggia; il cielo si riempie di fregate e di altri uccelli che cercano di afferrare gli scarti. Poi, se vuoi, poi nuotare nel pacifico e metterti a rincorrere i granchi sulla spiaggia, passeggiare sulle strade sterrate di questo villaggio, sederti a veder la gente che passa sul lungomare, giocare con i bambini e parlare con gli anziani. Puoi anche visitare il Parco di Machalilla con una barca e vedere le balene che saltano e poi nuotare tra i pesci multicolori. Od anche affittare un mototopo e raggiungere Los Frailes, con le sue magnifiche spiagge oceaniche, dove ti potrai stancare tra le onde per poi concludere, sfinito, la giornata al Restaurant Carmita.
Il viaggio finisce sempre dove lo si è iniziati. E lEcuatore inizia a Quito, patrimonio mondiale dellumanità e culla di ogni sogno. Meta di ogni partenza per il paese. Qualunque località dellEcuatore potrebbe essere raggiunta dalla capitale in meno di un giorno.
Santo Domingo, sulla costa, è famoso per gli indios Tshacila ma a anche per i suoi fiumi come il Toachi dove Yacu Amu ti porta a fare un rafting meraviglioso.
Otavalo è solo un mercato.
Ma di Quito non puoi non innamorarti di Quito, adagiata tra le nubi e le ande.
Non è il centro coloniale, i muri, non portano emozioni così grandi. Sono le persone che ti prendono e ti rapiscono e quando tornerai sarai per sempre a Quito.
Quito ti ospita tra le sue mura prima ancora che tu la abbia conosciuta e tu ti chiedi come possa fidarsi di te. Nessuno mai prima dora era stato così ingenuo. Che voglia vendersi??? Che voglia approfittarsi di noi??? Ma perché dobbiamo sempre essere sospettosi?? Forse Quito insegna anche questo, che esistono ancora nel mondo sentimenti così autentici. Che si è aperti a conoscere nuovi orizzonti, senza riserve, dando ancor prima di ricevere.
Ricardo Arcona fa un concerto a Quito e la gente lo acclama e tu non puoi fare a meno di innamorarti delle sue canzoni e cantare con la gente.
Juanes canta A Dios le pido, e ti accompagna tra la parte moderna di Quito: il Papaia Net, con i computer per scrivere agli amici ed i viaggiatori tutti riuniti, le discoteche dove si balla Nina Bonita e Caraluna. Alla fine, la conosci Quito e potrai dedicarle una canzone in uno dei tanti Karaoche: si no te hubiera ido o que pides tu di Alex Ubago, non cè che limbarazzo della scelta.
Ed alla fine di tutto il tuo esplorare, ritornerai dove sei partito e sarà come conoscere il luogo per la prima volta. Sarà riscoprire tutte le cose che ti sono mancate quando eri nellEcuatore: la ragazza, le docce calde, i film, la moto, la famiglia e tutte le altre piccole certezze della nostra vita.
Ma dopo aver riscoperto per qualche giorno il luogo dove hai sempre vissuto, comincerai a sentire una strana nostalgia . per quello che hai appena passato.
E inutile cercare laiuto dei vecchi amici, non sapranno capirti. E inutile cercare di far rivivere le emozioni passate parlandone con loro, non sapranno di cosa parli.
Allora, lunico modo di continuare il viaggio sarà restare in contatto con gli amici che con te hanno condiviso quelle grandi emozioni, cercare nei siti internet le notizie di quel piccolo paese che prima non era che solo un nome in una grande mappa. I tuoi viaggi ti risveglieranno in altre parti del mondo è risveglieranno altre parti del mondo dentro di te. Le esperienze e le osservazioni di quando eri sulla strada, che sembravano non avere senso, acquisteranno un significato quando sarai di nuovo nella tua comunità. Un paio di scarpe nuove non avranno più la stessa importanza ed è un progresso importante, un modo bello di vivere, fai in modo di non dimenticarlo troppo presto.
Attraverso tutto questo, riusciremo a continuare il nostro viaggio e ci accorgeremo che non è ancora finito, giusto in tempo per iniziare il prossimo e pedir a Dios de regresar a Quito.
Ma quando non ci si vuole arrendere, ritornare a Quito non è il solo modo per continuare il viaggio. Cè anche la possibilità che il risveglio sia difficile ed il sogno continui. Allora può essere il luogo giusto. Sarà solo una settimana ma una settimana che durerà una vita.

Posted by: bellitalia | 7 Aprile 2008

La Versilia

La Versilia è quel fazzoletto di terra “per modo di dire” al cui interno contiene queste bellissime perle: Forte dei Marmi, Camaiore, Massa Marina, Viareggio e Pietrasanta Marina.

Composta da una situazione geo-naturale spettacolare, è ricca di elementi scenografici come una bella costa, pittoreschi panorami collinari e bianche montagne marmoree.

Le sue origini storiche risalgono a più di 4.000 anni fa, e lo testiminano i numerosi reperti storici, trovati in quest’area. La Versilia, oltre che per l’entroterra, è maggiormente conosciuta per la costa, che offre numerose soluzioni di soggiorno e relax. E’ una terra dove il turismo ne fa da padrona ormai da parecchi decenni, infatti in queste località soprattutto a Forte dei Marmi troviamo numerose abitazioni e ville appartenenti a personaggi del mondo dello spettacolo che si sono stabilite qui nella meravigliosa Versilia già da molti anni.

Posted by: bellitalia | 1 Aprile 2008

Il Pilone di Torre Faro

pilone-torre-faro-1.jpgDal mese di giugno 2006, il comune di Messina consente la visita guidata del Pilone di Torre Faro (una imponente struttura in ferro, costruita dall’ENEL negli anni ‘50 che portava l’energia elettrica in Sicilia dal Pilone Capo Peloro situato in Calabria alto 232 metri), l’ascensione può limitarsi alla piazzuola dei 40 m. ovvero, per i più ardimentosi, proseguire fino ai 200 m..
Una volta saliti, che meraviglia…

pilone-torre-faro-2.jpgLo spettacolo ci premia ampiamente della fatica, la costa calabra e quella messinese non sono che l’inizio, poi l’occhio fruga curioso dentro le acque dello Stretto fino ai fondali, si allunga da una parte per comprendere in un solo sguardo tutte le isole Eolie, e dall’altro lato fino alla cima attiva dell’Etna.

Posted by: bellitalia | 31 Marzo 2008

La Passeggiata dei Giganti a Messina

passeggiata-giganti-messina.jpgOgni anno il 13 (zona sud) e il 14 di agosto (zona nord), si svolge a Messina la passeggiata dei Giganti e dei loro cavalli. Le statue che misurano, da terra, poco meno di una decina di metri e sono costruiti in legno e in cartapesta, trainati da figuranti in costume, se ne vanno in giro per la città, con gran tripudio di folla. Secondo la leggenda, Mata e Grifone, sono considerati i fondatori della città: Grifone era un gigantesco saraceno di nome Hassan Ibn-Hammar, sbarcato nei pressi di Messina nel 970 d.C. con cinquanta suoi compagni pirati, depredava qua e là soprattutto tra Camaro e Dinnammare, il cui nome deriva proprio da Ibn-Hammar.

Un giorno, il moro vide la bella e formosa fanciulla, figlia di un nobile locale, tale Cosimo II di Castellaccio e Camaro, e se ne innamorò alla follia, tanto da chiederla in sposa al padre, il quale però gliela rifiutò. Il saraceno, offeso, si abbandonò a scorribande sempre più feroci. Per porre fine a questa situazione drammatica, il nobile messinese decise di acconsentire alle nozze, ma Mata pose la condizione che il saraceno dovesse convertirsi prima al cristianesimo. Il giovane, per amore, accettò la condizione, si convertì al cristianesimo e prese il nome di Grifo, ma, essendo grande e grosso, venne subito appellato Grifone,una volta sposato, smise di fare scorrerie e si dimostrò ottimo marito e affettuso padre dei moltissimi figli generati con Mata .

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